Danza ed osteopatia

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Normalmenmauro banfite l’osteopata si trova a dover trattare soggetti in cui sono presenti numerose restrizioni di mobilità articolare, retrazioni muscolari, scarsa mobilità.La pratica della danza, in particolare della danza classica, sottopone il corpo ad una importante modifica.
Considerando che l’approccio alla danza spesso avviene in giovane età, le possibilità del corpo di accrescersi in maniera diversa dalla norma sono molteplici. Questo è importante per l’osteopata poiché alcune caratteristiche del corpo di un danzatore possono essere scambiate per delle anomalie posturali.
In particolare la colonna vertebrale rettilinea, con una diminuzione delle curve fisiologiche, rappresenta una caratteristica piuttosto frequente e non sempre portatrice di disfunzioni e patologia.

L’osteopata inoltre normalmente interviene nello sblocco di rigidità, al contrario nei danzatori, soprattutto nelle donne, il problema spesso è l’opposto, ovvero, iper-lassità legamentosa.
Da qui la necessità di un approccio assai diverso. È importante osservare direttamente in sala che cosa succede a livello biomeccanico, nelle posizioni caratteristiche osservare i particolari dei salti, dello stacco, del mantenimento dell’equilibrio. Questo metodo ci offre la possibilità di intervenire con manovre mirate, personalizzate, sempre in contatto stretto con l’insegnante di danza che si occuperà di modificare eventualmente alcuni esercizi, rendendoli quanto più personalizzati possibili.
L’appoggio del piede sulle punte rappresenta inoltre, se non correttamente eseguito, uno stress importante a livello articolare, tendineo, osseo. Lo studio e analisi dunque di tutto il comparto articolare, dall’appoggio podalico fino a livello della testa, è di fondamentale aiuto al ballerino, il quale potrà effettivamente i punti deboli della propria gestione corporea.

Seguire in sala un gruppo di danzatori è molto interessante, obbliga noi professionisti ad osservare con occhi differenti ciò che normalmente valutiamo nella biomeccanica dell’uomo non soggetto a stress e a sovraccarichi. Proprio per il fatto che il danzatore non ha eccessive problematiche di rigidità corporea, è importante affiancare all’allenamento classico in sala, sia alla sbarra che in dinamica, tecniche corporee di complemento, in stretta collaborazione con l’insegnante, finalizzando il lavoro ad ogni singolo soggetto.

Spesso l’interpretazione delle figure con insistenza su alcuni parametri di articolarità (apertura delle anche, eccessiva estensione del ginocchio, rigidità del tronco) può portare problemi che vanno fino all’incapacità di gestire la il movimento, con difficoltà nel piroettare, nel saltare, nell’atterrare.
Il trattamento manuale sul soggetto che danza, unito a tecniche corporee di controllo delle forze in gioco, di miglioramento propriocettivo di base, possono portare il danzatore sicuramente ad un miglior utilizzo del proprio potenziale artistico.

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