Presenza scenica, tensione ed emissione

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La gestione della presenza in scena e della mimica è di fondamentale importanza nel cantante, soprattutto in ambito lirico. Assumere posizioni espressive, cariche di significato interpretativo può essere di supporto al gesto vocale e supportarne l’efficacia. Le indicazioni della regia guidano movimenti o posizioni statiche in scena, in relazione alle necessità teatrali.

L’ausilio di elettromiografia di superfice, pratica da decenni utilizzata in ambito riabilitativo,  non invasiva e di rapida consultazione da parte dell’esecutore, può essere utile per monitorare tensioni su gruppi muscolari attivati durante l’esecuzione.

E’ certo che in scena il gesto interpretativo abbia pari importanza rispetto alla esecuzione tecnica e l’impegno fisico sia necessario per comunicare al pubblico intenzioni e carattere del personaggio. Il confine tra sforzo utile alla scena e iper lavoro può essere deciso, con l’uso dello strumento di misurazione, dall’artista, scegliendo di tarare le proprie contrazioni posturali ad un limite accettabile e ne che rendano più gestibile la vocalità. Il risultato è un personaggio più agile nel controllo della voce, meno statico posturalmente e altrettanto convincente dal punto di vista vocale.

L’utilità immediata sta soprattutto nel periodo di studio pre recite che può essere gestito evitando il surmenage posturale, in particolare a livello cervicale e perilaringeo, dedicando l’attenzione più mirata alla gestione vocale del pezzo.

In questo caso l’artista, ha effettuato due vocalizzazioni con intenzioni mimiche posturali differenti; la prima più carica di pathos, la seconda posturalmente più rilassata ma con un’attenzione rivolta alla voce.

Lo strumento ha misurato le attività elettriche nei due casi.

A livello di muscolatura perilaringea (muscolo sternocleidomastoideo) sono evidenti attività più intense durante l’esecuzione con maggior intenzione espressiva.

Nel secondo caso, con attività minore a livello del muscolo testato, il  risultato vocale, è altrettanto valido.

Si deve notare, soprattutto in artisti di questo calibro, la gestione dell’apparato posturale e dell’apparato fonatorio in modo quasi disgiunto, modulando le tensioni specifiche di entrambi.

Ciò non crea interferenze involontarie eccessive tra sistema portante e apparato vibrante e  testimonia la grande capacità artistica.

Si ringrazia per la disponibilità il soprano Jessica Pratt

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