Monitorare il musicista per conoscere la sua attività

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biofeedback

l’utilizzo di tecnologie che mostrino oggettivamente l’attività muscolare in tempo reale è in uso da molti decenni in ambito riabilitativo.
Questa metodica è chiamata biofeedback e prevede l’applicazione di sensori cutanei che captano l’attività elettrica delle fibre muscolari utilizzate in tempo reale.
Ciò viene tradotto in segnali visivi o sonori programmabili che rendono molto più facile il meccanismo di presa di coscienza dell’effettivo lavoro del soggetto. Molte sono le possibilità di questi trumenti.
Ad esempio, nella gestione del musicista è importante infatti che ad un’attività periferica (utilizzo delle dita in velocità) non corrisponda un aumento di tensione di muscoli non implicati direttamente nell’azione musicale (eccesso di tensione muscoli paravertebrali).
Dunque queste strutture muscolari possono essere monitorate e nel momento in cui si contraggono oltre la soglia utile il biofeedback emette un suono o mostra su un grafico l’eccessivo ed errato utilizzo.
E’ uno stratagemma efficace per meglio prendere coscienza dell’effettivo lavoro muscolare.
Non è uno strumento di diagnosi ma mostra l’attività del muscolo nel momento in cui lo si contrae.
Nella pratica in studio è normale da molti decenni l’utilizzo del biofeedback su cantanti, strumentisti, sia con problematiche posturali, sia con finalità di prevenzione ed ottimizzazione della performance.
Nel cantante, inoltre, ove il corpo stesso è inteso come strumento e dove le tensioni anomale possono essere all’origine di difficoltà di gestione del gesto artistico, l’utilizzo del biofeedback trova particolare interesse ed utilità.
Tuttavia l’utilizzo di questi strumenti di analisi è importante che venga gestito da terapisti preparati. La precisione dell’applicazione dei sensori è basilare per una corretta risposta dello strumento.
Inoltre non dimentichiamo che molte delle sindromi di cui sono affetti strumentisti e cantanti sono dovute a modifiche del tessuto muscolo-fasciale anche SENZA alcuna attività elettrica, dunque sono al di fuori del monitoraggio del biofeedback.
E’ comunque un appurato aiuto soprattutto nella gestione del corretto gesto motorio e nella presa di coscienza dell’eccessivo utilizzo muscolare.

Qualche info sull’argomento dal passato:

http://link.springer.com/article/10.1007%2FBF01000540

http://link.springer.com/article/10.1007%2FBF00998694#page-1

http://link.springer.com/article/10.1007%2FBF00998740

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