L’ipercontrollo posturale del cantante

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DSC_7838xL’emissione vocale dovrebbe essere il risultato finale di un percorso di appendimento che l’allievo, durante anni di pratica, migliora con impegno e costanza. In condizioni ottimali il canto dovrebbe risultare naturale, sia dal punto di vista della qualità del suono sia dal punto di vista dell’impegno muscolare.

Spesso però mi trovo ad analizzare le modalità di utilizzo del corpo in cantanti che sovente cercano di cambiare molti, troppi fattori posturali contemporaneamente. Questo, invece che portare ad un miglioramento dell’esecuzione non fa altro che aumentare le tensioni corporee e rendendone difficile la percezione ed il giusto controllo.

Siamo nel caso dell’ipercontrollo posturale.

Ogni cantante è un caso a se stante, con le proprie tensioni, le proprie caratteristiche e preferenze di utizzo di strutture anatomiche. La tecnica vocale ritenuta ottimale per un allievo può essere non altrettanto compresa e gestita da altri con tipologie corporee differenti. Prendere come riferimento una ipotetica giusta posizione corporea per utilizzarla come base per una pratica canora, quando il nostro corpo è strutturalmente assai diverso può davvero portare problemi.

Come evitarli?

1. Rispettate le vostre caratteristiche corporee. Se avete un capo anteposto o una scoliosi non potrete mai assumere una posizione neutra “teoricamente corretta”, soprattutto in breve tempo.

2. I cambiamenti posturali e gli esercizi dedicati al miglioramento della postura teneteli slegati dalla pratica canora, soprattutto nelle prime fasi.

3. Affidatevi a chi di postura si occupa per professione, troppo spesso mi vengono riferite bestialità senza alcun significato da chi si è sottoposto a miracolose cure impartite da sedicenti professionisti.

4. Comunicate con il vostro insegnante di canto senza timori, spiegando ogni dubbio e riferendo ogni sintomo di affaticamento e dolore. Spesso un attenta analisi già in sede di lezione di canto può togliere dubbi su errori tecnici.

5. Se siete insegnanti di canto impartite correzioni posturali minime, nel rispetto del controllo della posizione neutra del vostro allievo e mai causando dolore o fastidio. Già lo fate? Ancora meno allora..

6. Se siete insegnanti con dubbi su anatomia e fisiologia posturale…. informatevi, studiate e collaborate con professionisti del settore.

7. Mai credere a ricette miracolistiche! Avere una corretta postura non significa sapere cantare. Tuttavia è doveroso apprendere tecniche utili in caso di problemi posturali.

A piccoli passi limiterete i danni per progredire in direzione utile a migliorare nella vostra arte!

 

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The voice output should be the result of a process of study during years of practice, characterised by discipline and perseverance . In optimal conditions, the voice should be natural , both from the point of view of sound quality both from the point of view of the muscular physiology.

Often, however, I analyze how singers try to change too many factors in theyr body posture. This , rather than lead to an improved implementation creates an increase of body tension and undermine its perception and the right control.

We are in the case of the hyper-control of postural system.

Each singer is a specific case, with its own tensions , characteristics and preferences of use of his anatomical structures . The vocal technique considered optimal for a student may not be equally understood and managed by others with different body patterns . Taking as a reference an hypothetical right body position to use as a basis for practice of singing , when our bodies are tructurally very different can really cause problems .

How to avoid them?

1. Obey your body characteristics . If you have a scoliosis you can never assume a neutral position ” theoretically correct “, especially in a short time .

2. Postural changes and exercises dedicated to reach the right posture should be not related to the practice of singing , especially in the first years of practice.

3. Rely on real professional of posture, too often i listen to bestiality or hypotetical miraculous cures given by so-called professionals .

4. Communicate with your teacher without fear , explain your doubts and every symptom of fatigue and pain. Often a careful analysis already in the singing lesson can remove doubts about technical errors .

5. If you are singing teachers give postural corrections in a minimum way, searching for the control of the neutral position of your student, never causing pain or discomfort. If already you do this…try to be even softer..

6. If you are a teacher with questions about anatomy and postural physiology … , try to study and collaborate with professional osteopathes, phisioterapists and so on.

7. Never believe in miracles related to the postural correction! Having a good posture does not mean you know the right way to sing. However, it’s useful to learn techniques dedicated to cure eventually postural problems .

Small steps will limit the damage and can help to improve your art !

 

 

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Masterclass di Canto Lirico

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Parte a dicembre, a Poirino (TO) per gli interessati, in collaborazione con l’Assocazione Vissi D’arte e l’Associazione Musicale Voce e Suono, la Masterclass di Canto Lirico 2013 – 2014, qui di seguito il link alle informazioni ed iscrizioni: Masterclass di Canto Lirico 2013-2014

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I dolori più frequenti dei musicisti

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Stiamo raccogliendo informazioni sulle vostre problematiche più frequenti, se vuoi aiutarci rispondi alle semplici domande seguenti

Grazie per il tuo tempo, se hai altri suggerimenti o considerazioni manda pure una mail

Punti puleggia e tendiniti nel musicista

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Ogni strumento musicale richiede un preciso utilizzo dei segmenti corporei, in particolare degli arti superiori. I problemi sono molteplici nel musicista, se vuoi puoi consultare il questionario al  link .

Alcune posizioni limite, soprattutto con diteggiature alla fine della tastiera, richiedono una mobilità articolare piuttosto ampia.

I punti critici, a seconda dello strumento che si suona, possono essere spalla, gomito, polso, articolazioni metacarpo falangee; in questi punti il tendine, assecondando la necessità di comprimere il polpastrello perde la sua forma armonica, simile ad una curva e viene forzatamente portato a formare un angolo.

Nel caso in cui questo angolo sia eccessivamente chiuso e nel caso in cui la forza compressiva delle dita risulti eccessiva, la zona può diventare un punto debole per il tendine stesso. La sua capacità di scorrere all’interno della guaina dovrà fare i conti con l’attrito generato dalla stessa struttura che si comporta come una vera e propria puleggia per permettere lo svolgimento del movimento delle dita. Se l’attrito permane per molto tempo (nel caso in cui non sia corretta la tecnica musicale), oppure se lo stress è troppo intenso (nel caso in cui la forza compressiva delle dita sia eccessiva, anche per breve tempo) si può andare incontro ad una usura del tendine o ad una sua reazione infiammatoria (tendinite). Nei casi più severi la zona stessa può indurre la formazione a livello della guaina tendinea di strutture tondeggianti, le cisti. Queste strutture non fanno altro che aumentare l’attrito di scorrimento del tendine e talvolta possono diventare, se lo stress biomeccanico è eccessivo, gonfie e dolenti.

In alcuni casi, se la cisti che si trova in punti critici, possono creare difficoltà nella mobilità delle dita. Talvolta a freddo il dito può non estendersi completamente o viceversa avere difficoltà nella flessione. Le zone con cisti tendinee più frequenti sono il polso e le dita della mano. Nell’eventualità che si presenti una tendinite o una cisti tendinea è importante far riferimento al medico per una idonea terapia farmacologica. Importantissima è la prevenzione, la presenza di tendiniti è segno che qualche cosa non va nella preparazione o si è soggetti ad un periodo di sovraccarico, sia di tempo di pratica musicale che di intensità nella stessa.

La terapia della tendinite richiede riposo e applicazione di ghiaccio della parte interessata. Talvolta vengono effettuati bendaggi funzionali che permettono mobilità fisiologiche limitando in parte i sovraccarichi. Per quanto riguarda la cisti tendinea, il suo carattere recidivante spesso porta alla necessità di ricorrere all’intervento chirurgico. Anche dopo l’intervento chirurgico talvolta si ripropone. E dunque fondamentale cercare di eliminare, in collaborazione con l’insegnante di strumento, i movimenti degli schemi motori che portano a queste disfunzioni.

Un corretto allungamento delle strutture muscolo tendine, l’esecuzione di manovre specifiche di massaggio tendineo, le tecniche manuali applicate alle fasce interessate possono essere di sollievo e talvolta risolutive tuttavia è importante risalire alla causa per non incorrere nelle frequenti recidive.

Non soccombere allo strumento!

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Postura dell'arpista   foto di Mirella Pavia
Postura dell’arpista foto di Mirella Pavia

Strumenti di grandi dimensioni, come ad esempio le arpe, che raggiungono decine di kg in appoggio sulla spalla di chi suona, oppure più leggeri flauti traversi dal minimo peso apparente possono decisamente influire sulla salute del musicista.

Prima ancora di arrivare ad un sintomo fisico l’allievo o il professionista dovrebbe cercare di dare ascolto ai segnali che predicono problemi in arrivo:

Scarsa attenzione nei confronti del pezzo che si sta preparando, talvolta difficoltà ripetute nell’esecuzione di brani anche non particolarmente difficili, difficoltà a gestire la posizione neutra con voglia di sgranchirsi, di alzarsi, di sollevare le spalle. (Queste tematiche sono state raccolte nella pubblicazione “Insegnare la postura in ambito musicale”, al servizio dei docenti e degli stessi allievi).

Se chi suona ha la possibilità di essere controllato dall’insegnante, quest’ultimo, con un punto di vista esterno di sicuro potrà intercettare questi momenti critici ottimizzando la lezione con altri stratagemmi didattici.

Se invece l’allievo si trova nell’impossibilità di avere un input esterno dovrà essere  attento sia alla componente musicale che riserva la partitura che alle proprie tensioni ed alle difficoltà di gestione dello strumento.

Non sempre strumenti pesanti e grandi sono peggio di quelli più maneggevoli; sovente c’è un eccesso di tensioni muscolari nel mantenere ed utilizzare lo strumento.

Nel caso di analisi del musicista in studio ci possiamo avvalere di strumentazioni quali il biofeedback che misura l’attività elettrica di gruppi muscolari durante l’esecuzione, rendendo chiaro l’eventuale iper utilizzo.

Uno dei segni più frequenti, valutabile senza tecnologie particolari, anche in assenza di sintomi, è la scarsa elasticità e mobilità corporea. Il musicista sembra aumentare le rigidità e limitare micromovimenti corporei che sono fisiologici nel mantenimento della postura musicale.

Se questa situazione permane a lungo si sviluppano dapprima sintomi dolorosi, quindi problemi più seri. E’ fondamentale dunque non lasciarsi schiacciare dall’utilizzo eccessivo o non corretto dello strumento attraverso corrette tecniche corporee finalizzate a percepire la giusta posizione e la giusta tensione muscolare nello studio. Continuare la pratica musicale in presenza di sintomi dolorosi induce il corpo ad un utilizzo di mobilità non fisiologiche e non funzionali che non fanno altro che aggravare lo stato di affaticamento muscolare e la sintomatologia dolorosa.

Qualche consiglio dunque:

Suonare solo con la massima resa di attenzione e concentrazione sul pezzo non esclude che ci sia una giusta attenzione anche rispetto al proprio corpo.

Le pause come sono importanti nella partitura così sono necessarie nella sessione di studio.

Sintomi dolorosi sono il segno che qualcosa non va, non è semplicemente un “dolore che deve esserci”, dobbiamo trovare le cause attraverso un’analisi dei vizi posturali e delle tensioni eccessive, coinvolgere l’insegnante è un buon metodo per ottimizzare la tecnica.

E’ sempre disponibile on line il questionario riferito ai frequenti problemi dei musicisti, se desideri compilarlo o vedere i risultati clicca pure qui

Dedicare nella sessione di pratica dei minuti alle tecniche corporee porta un miglioramento del rapporto corpo – strumento favorendo anche la resa nello studio.

Migliore postura migliore suono?

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manuelaCapita spesso che durante i corsi i partecipanti possano osservare in modo abbastanza immediato dei cambiamenti, talvolta radicali, della propria emissione vocale.
Le tecniche che vengono applicate sono esclusivamente di tipo posturale, quello che ricercano è la normale mobilità della cassa toracica, della colonna vertebrale nei suoi distretti tipicamente correlati con l’emissione della voce cantata, puntano al rilassamento delle strutture craniali (mandibola, pavimento della bocca, sotto nucali).

Spesso il cantante si sente gratificato di questo cambiamento  importante; tuttavia, proprio perché il cambiamento non è reso definitivo nè stabile nella propria postura, non bisogna illudersi. Chiunque lavori sulla propria postura in chiave vocale deve applicarsi con metodo utilizzando gli esercizi personalizzati per il suo proprio caso, non è possibile insegnare una ricetta valida per tutti, una serie di esercizi standard, se non quelli di base.

Pertanto mi preme sempre rimarcare che gli esercizi vengano svolti in tranquillità, con la giusta attenzione e riferendo ad insegnante, osteopata, foniatra, logopedista, le modifiche che eventualente non sono gradite o sono mal tollerate.

Le parole d’ordine da far memorizzare all’allievo sono:

attenzione

rispetto del proprio corpo

fiducia nella progressione.

Solo applicandosi nel quotidiano, senza forzare, si potrà ottenere un cambiamento posturale definitivo ed eventualmente il miglioramento vocale ad esso correlato. Cercare scorciatoie o facili sequenze di esercizi per migliorarsi non porta a nulla. Per questo motivo non leggerete mai “metodo tizio o metodo caio” sulle nostre attività didattiche.
Le tecniche posturali saranno, a parte i concetti base, sempre applicate in virtù della precisa necessità del singolo allievo.
Ebbene si, una diversa postura nel cantante porterà un diverso suono, all’equipe il compito di farlo diventare migliore!