Mani per la voce

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E’ proprio vero che un nuovo atteggiamento posturale può modificare la voce? Si, è possibile ed è lo scopo dei trattamenti manuali applicati ai cantanti. La regola è sempre la stessa: prima un inquadramento specialistico foniatrico, otorinolaringoiatrico e logopedico per valutare le eventuali problematiche specifiche. Se indicato, il trattamento manuale e posturale può essere di grande aiuto al percorso riabilitativo del cantante. Non si considera la postura come un semplice “essere dritti o storti” ma piuttosto come un modo di utilizzare i sistemi neuromuscolari che mantengono il corpo in statica eretta funzionale ed efficiente oppure disfunzionale e perturbata.

In un sistema posturale perturbato l’attività vocale è certamente possibile ma non ottimale e comporta il rischio di comparsa di sintomi, disfunzioni biomeccaniche, compensi muscolari, dolori ed affaticabilità. Spesso il paziente cantante giunge in studio proprio per questi sintomi ed è importante differenziare la causa inviando allo specialista se non è già stato contattato in precedenza.

Se l’indicazione al trattamento posturale è mirata si possono avere risultati sulla qualità vocale quasi immediati. Si possono misurare in modi diversi, attraverso test o valutazioni strumentali.

Tra queste l’analisi spettrografica, ad esempio, può verificare il cambiamento qualitativo e quantitativo nei parametri di rumore (in questi casi era proprio la caratteristica disfunzionale della voce del paziente).

Cambiamento post trattamento manuale

A seguito del solo trattamento manuale si può verificare un cambiamento del rapporto suono/rumore. Sarà duraturo il cambiamento? Non sempre, ma sono dati che lo specialista potrà interpretare e misurare con precisione, il logopedista usare come utile dato nel percorso rieducativo, il paziente può usare per oggettivare sensazioni rispetto al miglioramento della qualità vocale (spesso di difficile inquadramento).

Cambiamento post trattamento manuale

L’approccio osteopatico manuale mira a liberare tensioni, blocchi di mobilità rispetto alla fisiologia, a ricercare l’isotonia dei sistemi posturali, ovvero il loro utilizzo equilibrato e adatto allo sforzo richiesto.

Deve essere quindi inserito in un contesto multidisciplinare, così il potenziale di mobilità acquistato potrà essere utilizzato dal paziente come nuovo modo di usare le strutture posturali e vocali, dal logopedista per costruire un piano di recupero funzionale con maggiori possibilità, dallo specialista per verificarne miglioramento e prospettive alla luce di un potenziale propriocettivo e biomeccanico incrementato.

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